Risponde il Dott. Robert Ebner Chief Sales Officer Management Board Executive Mionetto S.p.A.

 

L’Italia è il secondo operatore mondiale per il vino (+188%) e quinto per gli spirits (+300%).

È quanto emerge dal report Osservatorio Federvini, realizzato in collaborazione con Nomisma e Trade Lab. Un comparto che vale 21,5 miliardi di euro di fatturato che rappresenta il 21% dell’export del food & beverage italiano. Il report economico evidenzia che l’export di vino italiano negli ultimi 20 anni ha conosciuto una sensibile crescita, passando da una quota di mercato del 17% nel 2003 (con la Francia al 38%) al 22% nel 2023 con i transalpini che flettono al 33%.

Lo spumante – che rappresenta il 27% del vino italiano venduto nel mondo – registra un significativo +7% ed è in continua crescita.  Buone notizie anche per Il mercato italiano degli spirits, che ammonta a 4,8 miliardi di euro e un fatturato di 1,7 miliardi di euro in termini di esportazioni, con una importante crescita dell’export del 35% e del 154% negli ultimi dieci anni.

Sul fronte dei consumi, secondo i dati forniti da TradeLab, la stragrande parte degli italiani vede il fuori casa come un’occasione di convivialità e socialità: l’80% sceglie di bere principalmente durante occasioni sociali.

 

  • Concordate con i dati di mercato? Com’è andato il 2024?

L’elevata qualità del vino italiano ha favorito una crescita costante negli anni, con il Prosecco che si conferma il driver più importante del comparto.
Mionetto, all’interno del gruppo Henkell & Freixenet, ha registrato una crescita significativa sia in Italia che all’estero. Nonostante le sfide degli anni 2023-2024, il canale GDO italiano ha evidenziato un incremento del 5% nel 2023 e del 4,2% nel 2024. Complessivamente, la crescita di fatturato di Mionetto nel 2024 rispetto all’anno precedente è stata del 18%.

 

 

  • Quanto incide il mercato dell’Export?

L’export rappresenta l’85% del volume totale.

 

 

  • Quali sono le novità che avete appena lanciato, e quali in cantiere?

Negli ultimi mesi, abbiamo introdotto sul mercato il nostro spumante Mionetto 0.0% Alcohol Free, che sta riscuotendo un ottimo riscontro in termini di volumi e apprezzamento da parte dei consumatori.
Parallelamente, forti della nostra expertise nel Prosecco, abbiamo sviluppato e lanciato il Mionetto Aperitivo, disponibile sia nella versione alcolica che in quella analcolica, per rispondere alle nuove esigenze di consumo.
Per il canale GDO Italia, stiamo presentando una nuova linea Luxury, dedicata al Prosecco DOCG nelle sue diverse espressioni, un progetto che mira a valorizzare ulteriormente l’eccellenza del nostro territorio.

 

 

  • In che modo oggi l’industria deve innovarsi per ampliare il proprio mercato?

L’innovazione è da sempre un elemento chiave per Mionetto e per tutto il gruppo Henkell Freixenet. Oggi, il mercato richiede un approccio sempre più dinamico, capace di adattarsi a consumatori con esigenze in continua evoluzione.

Stiamo attraversando una fase di trasformazione, caratterizzata non solo da una crescente attenzione alla qualità e alla sostenibilità, ma anche da un cambiamento nelle abitudini di consumo, che in alcuni segmenti mostrano una riduzione dell’assunzione di alcol. Questa tendenza ci spinge a investire in nuove categorie di prodotto che permettono di rispondere in modo efficace alle nuove aspettative del pubblico senza perdere di vista la nostra identità e la tradizione legata al Prosecco.

 

  • Le nuove generazioni, mostrano un trend di consumo allineato con l’attenzione alla salute e al benessere. Come rispondete a queste nuove abitudini di consumo?

Le nostre innovazioni nascono proprio dall’attenzione verso una nuova generazione di consumatori, sempre più sensibile ai temi della salute, del benessere e della sostenibilità. Stiamo assistendo a un cambiamento nei consumi, con un crescente interesse per prodotti a basso contenuto alcolico o analcolici, oltre che per soluzioni pratiche e di qualità.
In questo contesto, il nostro Mionetto Aperitivo, disponibile sia in versione alcolica che analcolica, e lo Spritz ready to serve rappresentano risposte concrete a queste esigenze. Lo Spritz, in particolare, continua a essere uno dei cocktail più amati dalle nuove generazioni e spesso costituisce un primo punto di contatto con il mondo del vino e delle bollicine.

 

  • Come si confrontano i consumi dei vostri prodotti con le nuove generazioni (Generation Z –Millennials) e quali ritorni di mercato avete da queste generazioni?

Dai primi riscontri di mercato, vediamo che Generazione Z e Millennials mostrano un forte interesse per queste nuove proposte, premiando le aziende che sanno innovare rispettando i valori di qualità e sostenibilità. Il nostro obiettivo è continuare a sviluppare prodotti in linea con questi trend, consolidando il rapporto con un pubblico sempre più attento ed esigente.

 

  • Il Natale è passato. Quanto incidono le vendite in questo periodo dell’anno?

Essendo nel campo degli spumanti, naturalmente ci sono dei picchi stagionali, ma nel nostro caso sono meno importanti rispetto ad altre categorie di spumante o competitors nell’ambito del prosecco. Negli ultimi anni, abbiamo ridotto le confezioni speciali nel campo natalizio e rafforzato il lavoro con partners specializzati del settore.

 

  • Innovazione tecnologica e sostenibilità. Quanto questi fattori saranno determinanti per il futuro delle aziende vinicole?

Da sempre, Mionetto e il gruppo Henkell & Freixenet pongono grande attenzione a questi due aspetti.
L’innovazione è presente in tutta la nostra filiera, dalla bio-architettura del nostro sito produttivo di Valdobbiadene, alla tecnologia avanzata nei processi di vinificazione, fino alla riduzione dell’impatto ambientale grazie all’utilizzo di bottiglie in vetro alleggerito. Questo non solo riduce i costi produttivi, ma consente anche un minore impatto logistico, in linea con le esigenze di sostenibilità ambientale.

 

  • In quali aree si possono sviluppare attività sinergiche tra le aziende della categoria e la distribuzione?

L’attenzione al consumatore, che va oltre la semplice leva del prezzo, dovrebbe essere il punto di incontro tra industria e distribuzione. Solo unendo le competenze di entrambi i settori è possibile rispondere ai cambiamenti nei comportamenti di acquisto e di consumo.
Inoltre, una collaborazione più stretta tra brand e retailer può anche favorire la crescita culturale del consumatore, accompagnandolo nella scoperta di prodotti di qualità e nel corretto approccio al consumo.